Valeria

"A.R.A.S.  è arrivata per un caso un giorno di sei anni fa, quando la prima ad avere bisogno di ascolto ero io. Sono stata accolta come in una famiglia, con lo stesso calore che avevo lasciato qualche anno prima nella mia città di provenienza. Ho trovato persone dal cuore tanto grande da poter accogliere qualsiasi tipo di difficoltà. Ho trovato professionisti che mi hanno insegnato che prima di imparare ad ascoltare bisogna imparare ad ascoltarsi. Ho trovato una rete di sorrisi e di braccia pronte ad aiutare utenti e volontari. Ho trovato esperienze che mi hanno arricchita.

Ma nonostante tutto questo siamo esseri umani, piccoli e fragili. Ed un mio momento di stanchezza ho lasciato l'associazione. In quei mesi di assenza ho sentito non solo la mancanza di calore, ma soprattutto la mancanza di me stessa, perché col tempo ho capito che i grandi amori sono quelli che ti permettono di esprimerti per quello che sei. E  A.R.A.S.  mi permetteva di farmi sentire bene. Ho capito che per essere sereni non bisogna per forza fare il lavoro che si desidera, ma trovare in qualche modo uno spazio nel quale ritrovare un contatto con se stessi. E così ho chiesto di tornare e sono stata riaccolta a braccia aperte. Ed oggi studio per diventare counselor. Ecco cosa è stata  A.R.A.S.  per me e cosa è tutt'ora. Una strada. Un percorso. Il mio ponte tra l'ascolto con me stessa e quello con gli altri.

Il mio ancoraggio verso me stessa. Ed essere volontaria in questa associazione per me è una grande fortuna".

 

 

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